Il neuroma di Morton è una neuropatia periferica acquisita che interessa l’avampiede.

E’ caratterizzato da un ispessimento benigno di un nervo interdigitale e del legamento intermetatarsale che porta ad una progressiva fibrosi reattiva dei tessuti attorno al nervo.
E’ una patologia piuttosto comune che può compromettere la qualità della vita a causa del dolore e del fastidio al piede.
Per anni considerato un tumore benigno del nervo a lento accrescimento, oggi è universalmente riconosciuto come una fibrosi reattiva perineurale secondaria a microtraumi e compressioni ripetute.
Una diagnosi precoce e un trattamento adeguato sono fondamentali per risolvere il problema e prevenire complicazioni.
Colpisce più frequentemente le donne ( con rapporto 4 : 1 ) tra i 40 e i 60 anni ed il distretto più interessato è lo spazio intermetatarsale fra 3° e 4° metatarso.
Cause del Neuroma di Morton
La causa precisa non è nota, ma diversi fattori “compressivi” o “stressanti” il nervo sono riconosciuti favorenti la sua formazione:
- Uso di scarpe troppo strette e/o con tacchi alti con compressione del nervo tra le teste metatarsali
- Attività sportive ad alto impatto, come corsa o salto
- Anomalie strutturali del piede, come piedi piatti o alluce valgo
- Traumi ripetuti o lesioni al piede
La compressione cronica induce ispessimento perineurale, edema e fibrosi.
Sintomi
I sintomi più comuni sono:

- Dolore pungente o bruciore tra le dita interessante del piede, spesso descritto come una sensazione di “piede addormentato”
- Formicolio o intorpidimento nella zona interessata
- Sensazione di avere un corpo estraneo o un sassolino nella scarpa
- Peggioramento del dolore durante la camminata o quando si indossano scarpe strette
Diagnosi
Si ricercano in anamnesi eventuali fattori predisponenti sopra ricordati.
La diagnosi viene effettuata principalmente con l’esame clinico del piede, durante il quale il medico può stringere trasversalmente con la mano l’avampiede per provocare il dolore o il formicolio e talvolta anche un click ( segno di Mulder ).
In alcuni casi, possono essere prescritti esami strumentali come ecografia o risonanza magnetica per escludere altre patologie.

Trattamento del neuroma di Morton
Il trattamento del neuroma di Morton può essere conservativo o, nei casi più gravi, chirurgico.
L’intervento chirurgico è da destinarsi ai casi che non rispondono alle cure suddette o a casi selezionati perché non privo di rischi ed effetti collaterali a cominciare dalla recidiva del neuroma ( tra il 5 ed il 30 % dei casi secondo le statistiche ).
Trattamento conservativo
- Uso di calzature idonee, preferendo scarpe larghe e comode con tacco medio
- Riposo e riduzione delle attività che aggravano il dolore
- Uso di plantari ortopedici specifici per migliorare l’assetto del piede e ortesi per ridurre la pressione sul nervo ( metatarsal pad )
- Farmaci antinfiammatori per via generale per alleviare il dolore e ridurre l’infiammazione
- Infiltrazioni di corticosteroidi per ridurre l’infiammazione, il gonfiore e l’evoluzione della fibrosi
Infiltrazioni steroidee
Le infiltrazioni cioè l’iniezione di farmaci nei tessuti o all’interno di articolazioni rappresentano un caposaldo dell’ Ortopedia Conservativa e della nascente Ortobiologia.
Nella nostra lunga esperienza le infiltrazioni con cortisonici hanno sempre avuto risultati discreti / buoni in questa malattia specie se integrate con altri approcci a seconda del caso.
Purtroppo non esistono protocolli dedicati e ci si basa molto sull’esperienza personale e sulle esigenze / aspettative del paziente.
Studi recenti ne ribadiscono comunque l’efficacia così come la terapia con Onde d’Urto ( ESWT ).

Le infiltrazioni steroidee possono avere delle controindicazioni individuali e dei rari effetti collaterali locali come distrofia sottocutanea e depigmentazione.
Anche la recidiva a distanza deve essere presa in considerazione.
Utilizzo della Terapia Fisica Strumentale nel Neuroma di Morton
Oltre ai mezzi fisici tradizionali ( laser, termoterapia, ultrasuoni ) si stanno facendo avanti nuovi trattamenti come la terapia con radiofrequenza pulsata (PRF) e le Onde d’Urto Focali (ESWT).
Le Onde d’Urto nel neuroma di Morton
L’uso clinico della terapia con Onde d’Urto in questa patologia non risulta molto diffusa se pur studi scientifici ne confermino l’efficacia da ormai dieci anni.
La sicurezza della terapia e l’efficacia sul dolore rendono questa cura sicuramente da provare nell’ambito di un approccio conservativo assieme ad altri interventi di tipo ortesico e medico.

Le alterazioni tipiche della malattia quali edema, infiammazione, tendenza alla fibrosi perineurale e del legamento intermetatarsale risultano sicuramente aggredibili specie in fase iniziale dalle Onde d’Urto.
Infatti tra i diversi meccanismi d’azione ben noti della ESWT nel caso del neuroma di Morton si sfruttano soprattutto gli effetti sulla modulazione della risposta infiammatoria, attraverso la riduzione dei livelli di citochine pro-infiammatorie e l’aumento della produzione di fattori di crescita.
Inoltre risulta ben utile l’effetto antiedemigeno, disgregante e fibrolitico sulla fibrosi perineurale tipica di questa malattia.
Tutto questo contribuisce alla guarigione dei tessuti danneggiati.
Se cerchi un centro specializzato nella cura conservativa del neuroma di Morton noi siamo a Firenze.
Trattamento chirurgico
Se il dolore persiste nonostante il trattamento conservativo, può essere necessario ricorrere alla chirurgia per rimuovere il neuroma o ridurre la compressione con rilascio del legamento trasverso profondo o osteotomia metatarsale distale.
Purtroppo non è rara la recidiva a distanza del neuroma dopo intervento così come alterazioni della sensibilità ed infezioni locali.
Un’altra complicanza temibile è il neuroma moncone o da amputazione ( stump ) per la rigenerazione nervosa aberrante e disorganizzata dopo neurectomia.
Semaglutide riduce rischi e complicazioni postoperatori in chirurgia ortopedica nei diabetici LINK
Take home message sul neuroma di Morton

Il neuroma di Morton è una causa frequente di metatarsalgia, da sospettare in presenza di dolore urente e parestesie all’avampiede, soprattutto in donne di mezza età.
E’ importante una diagnosi precoce certa quindi prima di iniziare cure generiche o fai da te è bene rivolgersi al proprio medico o allo specialista per gli accertamenti del caso.
La gestione è inizialmente conservativa, con priorità della correzione ortesica o di cattive abitudini, oltre alla terapia con Onde d’Urto e/o infiltrazioni steroidee.
L’opzione chirurgica è da riservare ai casi refrattari.
Le complicanze post-chirurgiche del neuroma di Morton, sebbene la chirurgia sia generalmente efficace nel controllo del dolore, non sono rare e possono influenzare significativamente l’esito funzionale e la soddisfazione del paziente.