Semaglutide diabete chirurgia ortopedica

La semaglutide continua a mietere successi in ambito medico e salutistico oltre che nel diabete mellito e obesità anche nell’ambito della chirurgia ortopedica.

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Semaglutide agonista del recettore GLP-1

Si tratta di un agonista del recettore glucagon-like-peptide-1 (GLP-1) utilizzato nel diabete di tipo 2 e nel controllo del peso corporeo.

Le incretine ed il controllo glicemico

Le incretine sono ormoni intestinali di natura peptidica.

Vengono secreti in risposta all’ingestione di nutrienti e stimolano il rilascio di insulina dal pancreas favorendo il controllo della glicemia.

Negli esseri umani, i principali ormoni incretinici sono:

  • GIP (polipeptide insulinotropico glucosio-dipendente);
  • GLP-1 (peptide-1 simile al glucagone).

Le concentrazioni di incretine nel sangue sono basse a digiuno ma aumentano rapidamente dopo l’ingestione di cibo.

Questo farmaco ed altri similari sappiamo possano infatti ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e di tumori.

Ce ne siamo occupati, dal nostro punto di vista, per le possibili ripercussioni su muscolo ed osso nel corso del suo utilizzo per il diabete di tipo 2 e nell’obesità.

Ma studi recenti portano ancora l’attenzione su questo farmaco in ambito ortopedico per quanto riguarda il possibile utilizzo e con quali modalità in caso di interventi chirurgici maggiori come la protesica nei diabetici.

Diabete e artrosi

Il diabete è una malattia metabolica con possibili implicazioni immunitarie almeno in alcuni tipi.

L’artrosi ( o osteoartrosi nel mondo anglosassone ) è una malattia articolare degenerativa che colpisce in modo diverso tutti i soggetti col passare degli anni.

Il diabete e l’artrosi pur essendo malattie diverse soprattutto con l’avanzare dell’età possono manifestarsi nello stesso paziente, evidenziando dei legami importanti tra le due.

Il diabete, in particolare il tipo 2, è associato a uno stato infiammatorio cronico di basso grado che può contribuire alla degenerazione articolare accelerandola e peggiorando la sintomatologia.

L’artrosi comporta una limitazione della mobilità articolare ed una riduzione dell’attività fisica che è fondamentale nella gestione del diabete.

Inoltre i farmaci antinfiammatori usati per l’artrosi (FANS) se assunti in eccesso o per lunghi periodi possono avere effetti negativi nei pazienti diabetici, soprattutto a livello renale o cardiovascolare.

Questi fattori oltre a obesità, sedentarietà ed età avanzata fanno aumentare il ricorso ad interventi di sostituzione protesica specie alle ginocchia.

La protesi di ginocchio per l’artrosi grave

La protesi di ginocchio (o artroprotesi del ginocchio o artroplastica per gli anglosassoni) è un intervento chirurgico che consiste nella sostituzione totale o parziale dell’articolazione del ginocchio con componenti artificiali.

Trova indicazione quando il dolore e la limitazione funzionale causati da patologie come l’artrosi o l’ artrite reumatoide sono diventati gravi e non rispondono più ai trattamenti conservativi (farmaci, fisioterapia, infiltrazioni, ecc.).

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Gonartrosi destra e Protesi totale di ginocchio a sinistra

Diabete e rischio operatorio aumentato

Il diabete è una condizione cronica che ha un impatto significativo sul rischio operatorio, anche in ambito ortopedico.

I pazienti diabetici affrontano un rischio aumentato di complicanze post-operatorie rispetto ai pazienti non diabetici.

In particolare è aumentato il rischio di infezioni nel sito chirurgico, ritardo nel tempo di guarigione e riparazione dei tessuti molli e osseo.

I pazienti diabetici hanno anche un rischio aumentato di malattie cardiovascolari, che può influenzare negativamente l’esito dell’intervento.

E’ anche maggiore il rischio di trombosi venosa profonda ed embolia polmonare, soprattutto in caso di immobilizzazione post-operatoria.

Questi rischi sono ancora più alti in caso di interventi chirurgici maggiori come quelli di sostituzione protesica e di difficile o scarsa gestione del controllo glicemico.

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Semaglutide nella prevenzione del rischio postoperatorio della protesi di ginocchio nel diabete 2

Lo studio ha voluto definire quale fosse il minimo periodo di cura richiesto per ottenere il massimo di beneficio sotto il profilo della riduzione di complicanze postoperatorie.

Le coorti di pazienti con esposizione preoperatoria alla semaglutide per sei a 12 mesi, tre a sei mesi, due a tre mesi, uno a due mesi e meno di un mese includevano rispettivamente 745, 451, 210, 113 e 91 pazienti.

Sono stati considerati gli eventi avversi comparsi nei 90 giorni successivi all’intervento di protesi totale di ginocchio.

Tra i diversi periodi di terapia con semaglutide sperimentati, il minimo più efficace è risultato quello che prevedeva tre mesi di trattamento preoperatorio.

Si è assistito alla riduzione massima di infezioni del sito chirurgico, sepsi, tromboembolismo venoso, eventi cardiaci, pancreatite come eventi avversi maggiori e deiscenza della ferita, ematomi, ricorso a trasfusioni, complicanze acute renali, polmonari e infezioni urinarie tra gli eventi avversi minori.

Take home message sulla chirurgia ortopedica nel diabete

Il ricorso alla chirurgia ortopedica dovrebbe essere riservato ai pazienti che non trovano sufficiente beneficio dalle cure conservative.

Nel soggetto diabetico aumenta il rischio di complicanze perioperatorie e postoperatorie rispetto ai soggetti non diabetici.

In previsione di un intervento chirurgico e soprattutto un intervento di chirurgia maggiore come la protesi totale di ginocchio è molto importante la gestione del metabolismo glucidico in pazienti con diabete mellito 2.

Oltre al controllo glicemico frequente è utile il monitoraggio della HbA1c .

In accordo con i diversi specialisti come diabetologo e anestesista può essere preso in considerazione un periodo di trattamento preoperatorio di tre mesi con semaglutide.

Questo potrebbe ridurre significativamente il rischio postoperatorio di eventi avversi maggiori e minori nei 90 giorni successivi all’intervento.

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