Capita spesso che ci venga richiesta la visita urgente ortopedica, ma l’urgenza il più delle volte è sostenuta dall’ansia e dalla preoccupazione.
Ed anche per aver sottovalutato il problema, di averlo trascurato a lungo, per mesi, o ancora peggio per essersi fidati di persone non all’altezza del problema.
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Va molto di moda a fronte di un problema saltare la visita medica e rivolgersi direttamente al terapeuta vicino a casa che provvederà a risolvere il problema.
Questi farà del suo meglio senza averne i mezzi come le capacità clinica, gli strumenti come esami diagnostici mirati e non fatti a caso, i titoli e la qualifica per formulare una diagnosi.
L’importanza di una diagnosi in ortopedia
E soprattutto una diagnosi differenziale per escludere malattie più gravi.
Si inizia dalla terapia saltando il lavoro più importante che porta ad una diagnosi per lo meno molto probabile, qualche volta certa.
Raramente si giunge a un buon risultato, ma più spesso si buttano tempo e denari, alimentando la preoccupazione e l’ansia di riparare velocemente.
La visita ortopedica urgente nel Sistema Sanitario Nazionale
Cerchiamo di capire cosa sia una visita urgente nell’ambito della medicina pubblica.
Il Portale della Trasparenza dei Servizi per la Salute ( LINK ) e la Piattaforma Nazionale per le Liste d’ Attesa ( PNLA ) forniscono dati aggiornati sulla situazione generale dei tempi di attesa previsti per le singole prestazioni.
Quanto tempo si attende per una visita ortopedica nel SSN ?
La prima visita ortopedica nei primi mesi del 2025 risulta essere al quarto posto come numero di prenotazioni nazionali dopo oculistica, dermatologia e cardiologia.
Quanto tempo si attende per una visita fisiatrica nel SSN ?
La prima visita fisiatrica si colloca invece al sesto posto dopo otorinolaringoiatria.
Sempre secondo lo stesso sito per visita urgente, se il medico prescrittore indicherà questa priorità della prestazione, si intende una visita da effettuare entro le 72 ore.
Purtroppo questo non avviene sempre e se il tempo medio supera anche di poco le 72 ore, il rischio è che l’urgenza clinica non riceva una risposta tempestiva.
Questi scostamenti possono essere legati a picchi di richiesta, carenza di personale, assenza di agende dedicate o altri fattori organizzativi.
Le vere urgenze in Ortopedia
A parte le urgenze traumatologiche che sono tante, quelle ortopediche si contano davvero sulle dita di una mano o due.
Alludiamo a situazioni in cui generalmente il dolore è molto forte e non risponde alle terapie analgesiche usuali.
Questo comporta, assieme ad un impedimento funzionale più o meno grave, di non poter affrontare i propri impegni personali e lavorativi.
Qualche volta è perfino impossibile accudire a sé stessi come lavarsi, vestirsi e svolgere le più elementari occupazioni personali.
Queste situazioni possono essere affrontate con una visita ortopedica urgente, programmabile nel giro di 24 / 36 ore oppure ricorrendo al pronto soccorso ospedaliero, possibilmente specialistico.
Il dolore cervicale acuto o torcicollo
Può essere una nuova evenienza senza precedenti di rilievo e può comparire ad ogni età anche nei bambini.
Ha le caratteristiche della cervicalgia o torcicollo.
Altre volte rappresenta l’estrema evoluzione di un problema che si presenta da tempo e progressivamente va ad aggravarsi rispondendo sempre meno alla terapia abituale, come nella fibromialgia.

Deve essere sempre valutato con attenzione attraverso un anamnesi attenta ( che in molti casi già può orientare nel sospetto diagnostico ), una visita accurata che va oltre la sede del dolore riferito ed eventuali accertamenti diagnostici come radiografie, TC o RMN.
Le cause più frequenti sono patologie posturali con forte componente miofasciale, ma si riscontrano anche origini osteoarticolari degenerative, specie discali, fino alle patologie più prettamente neurologiche.
Il trattamento della fase acuta prevede riposo e trattamento medico antalgico e antinfiammatorio oltre che miorilassante.
La rottura sottocutanea di un tendine
La rottura improvvisa o differita in più tempi ravvicinati di un tendine rappresenta un evento frequente in età adulta e senile.
Le strutture che più frequentemente vanno incontro a lesione totale o subtotale sono il tendine del capo lungo e tendine distale del bicipite, del sovraspinato, del gran pettorale, come del rotuleo, dell’achilleo, del tibiale posteriore e i piccoli tendini delle dita in specie estensori.
Si tratta quasi sempre di strutture tendinee sofferenti di processi degenerativi cronici più o meno noti al soggetto, che in occasione di movimenti ordinari o più spesso sotto sforzo, vanno incontro alla lesione.

Solitamente compare dolore, gonfiore talvolta ematomi che possono comparire anche a distanza dalla lesione.
Richiedono un esatta diagnosi clinica e strumentale, riposo ed immobilizzazione nei primi giorni e successivamente trattamento specifico in rapporto a diversi parametri.
Si può eseguire un percorso conservativo riabilitativo oppure chirurgico riparativo in ambito specialistico o superspecialistico.
In ambito sportivo queste lesioni possono rappresentare un grave pregiudizio alla carriera dell’atleta.
Il mal di schiena acuto
Si tratta di un evento piuttosto comune e può ripresentarsi più volte nel corso della vita su uno sfondo di lombalgia cronica oppure rappresentare un evento unico ed isolato.
Talvolta è identificabile un evento causale come sforzi e prestazioni fisiche particolari protratte per più ore o giorni.

Richiede un trattamento antalgico e antinfiammatorio oltre al riposo, anche a letto, per 24-36 ore.
Può accompagnarsi o meno ad irradiazione del dolore agli arti inferiori per interessamento radicolare.
Se il disturbo si protrae nonostante le cure può essere necessario approfondimento diagnostico con radiografie, TC o RMN.
La sciatalgia acuta
Rappresenta un urgenza frequente e può essere causa di grave disabilità per la intensità del dolore e la difficoltà a muoversi.
In rapporto alle radici nervose interessate il dolore può interessare distretti diversi dell’arto / arti inferiori e richiede un accurato esame obiettivo ortopedico e neurologico.
La sintomatologia è sempre sostenuta da patologia importante a carico dei dischi intervertebrali o di strutture nervose e richiede in genere approfondimenti diagnostici strumentali.
La terapia è per lo più conservativa ma talvolta richiede intervento chirurgico differito in rapporto alla efficacia delle cure e della natura della patologia.
La spalla congelata o capsulite adesiva.
Parliamo della tanto temuta periartrite acuta della spalla che può insorgere anche senza eventi di rilievo.
Il dolore acuto e non controllabile con i comuni analgesici a carico della spalla può richiedere effettivamente una visita urgente ortopedica.
Per i dettagli rimandiamo al nostro articolo dedicato LINK .

Le fratture patologiche o da fragilità
Queste sono fratture ossee che si verificano in seguito a traumi a bassa energia, talvolta passati del tutto inosservati.
Può trattarsi di una banale caduta o un piccolo sforzo oppure un movimento non ben controllato che normalmente non causerebbero una frattura in un osso sano.
Queste fratture sono considerate manifestazione clinica di una ridotta resistenza ossea, più spesso dovuta a osteoporosi o ad altre condizioni che compromettono la qualità e la quantità dell’osso.
Oltre all’osteoporosi possono essere secondarie a tumori ossei primitivi, sia benigni che maligni, o secondari ( metastasi ossee ), a dismetabolismi come l’ iperparatiroidismo o a lesioni ossee che indeboliscono l’osso come cisti o displasie fibrose.
Possono colpire il collo del femore come le vertebra dorsali o lombari, ma in teoria ogni distretto osseo, e inizialmente possono essere trascurate perché confuse con uno strappo muscolare o una distorsione, per questo risultano particolarmente insidiose.
Richiedono un esatta e precoce diagnosi e provvedimenti terapeutici che vanno oltre la lesione riportata.