Vitamina K gravidanza osteoporosi

L’assunzione di vitamina K è spesso propagandata in gravidanza e per l’ osteoporosi.

Ma è davvero così importante e necessario ricorrere ad integrazione alimentare di questa sostanza ?

Col termine vitamina K si indicano molecole strutturalmente simili, liposolubili che svolgono un ruolo fondamentale nei meccanismi di coagulazione del sangue e nella salute dell’osso e di altri tessuti.

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La Vitamina K deve essere assunta in gravidanza e nell’ osteoporosi ?

La carenza di vitamina K può compromettere la coagulazione favorendo le emorragie e facilità di sanguinamento.

Può anche indebolire le ossa favorendo l’osteoporosi e il deposito di calcio all’interno delle arterie ( placca calcifica ateromasica ) ed in altri tessuti ( calcificazioni eterotopiche ).

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La vitamina K1

La vitamina K1 è prodotta dalle piante e si trova particolarmente nella verdura a foglia verde, essendo direttamente coinvolta nella fotosintesi, ed in alcuni oli vegetali e frutti.

E’ attiva come vitamina negli animali svolgendo gli effetti tipici sulla sintesi proteica per la coagulazione.

Gli animali possono convertirla anche nella forma K2 variante MK-4.

La vitamina K2

Viene assorbita come tale dagli alimenti animali ed in parte ottenuta dall’organismo e dai batteri della flora intestinale ( microbiota ) dalla trasformazione della K1.

Pollame ed uova ne sono più ricchi rispetto a manzo, maiale e pesce.

Il Natto è un alimento tradizionale giapponese a base di semi di soia interi fermentati con Bacillus subtilis.

Questo in quanto particolarmente ricco di vitamina K2 nella variante MK-7 oltre che di ferro rappresenta un eccezione alla regola suddetta.

Dosi raccomandate giornaliere

Attualmente le dosi raccomandate di assunzione giornaliera sono per le donne adulte circa 70 / 90 microgrammi ( un milionesimo di grammo ) e 120 microgrammi ( un milionesimo di grammo ) per gli uomini.

Valori specifici sono previsti anche per i lattanti e per i bambini fino all’età adulta.

Non è prevista una dose diversa per la donna in gravidanza o in allattamento.

Non esistono dati univoci di limiti massimi di assunzione per la vitamina K per mancanza di studi scientifici sufficienti.

La carenza di vitamina K nella popolazione è così rara che nessuna istituzione sanitaria o nazione ha mai proposto o richiesto una fortificazione degli alimenti come avviene per esempio per la vitamina D.

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Vitamina K esempi di alimenti ricchi

La vitamina K viene assorbita dagli alimenti nell’intestino tenue ed il processo richiede la bile e i succhi pancreatici ed è facilitata dalla copresenza di grassi.

Le stime per l’assorbimento sono dell’ordine dell’80% per la vitamina K1 nella sua forma libera (come integratore alimentare), ma molto più basse quando è presente negli alimenti.

Ad esempio, l’assorbimento della vitamina K dal cavolo e dagli spinaci, alimenti identificati come ad alto contenuto di vitamina K, è dell’ordine del 4%-17%, indipendentemente dal fatto che siano crudi o cotti.

La carenza di vitamina K

La carenza di vitamina K in soggetti sani e con normale alimentazione equilibrata è molto rara.

Carenze possono verificarsi nelle persone che ne assumono quantità adeguate, ma hanno condizioni di malassorbimento, come la fibrosi cistica o la pancreatite cronica e nelle persone che hanno insufficienza epatica.

La carenza secondaria di vitamina K può verificarsi anche nelle persone che hanno una prescrizione per un farmaco antagonista della vitamina K, come il warfarin.

Ma in questo caso la carenza è un effetto ricercato a scopo antitrombotico e non deve essere assunta la vitamina K se non in caso di emergenza sotto controllo medico.

Nei pazienti in trattamento con cumarinici a scopo antitrombotico non a caso viene raccomandata un’assunzione limitata di verdure a foglia verde proprio per la possibile assunzione di vitamina K1 che interferirebbe con la terapia medica in corso.

La malattia emorragica del neonato da carenza di vitamina K ( VKDB )

Eccezione reale è la malattia emorragica del neonato per deficit di vitamina K che può comparire nei primi sei mesi di vita, per lo scarso passaggio della sostanza attraverso la placenta e la temporanea scarsa presenza di flora batterica intestinale, oltre alle scarse riserve nell’organismo.

Il quadro clinico più drammatico è rappresentato dall’emorragia cerebrale, talvolta fatale, spesso con esiti gravissimi.

Durante la gravidanza solo una minima quantità attraversa la placenta, mentre il latte materno ne contiene naturalmente livelli bassi.

Per questo motivo la profilassi con vitamina K è raccomandata di routine subito dopo la nascita in numerosi paesi, preferibilmente per via iniettiva intramuscolare in un unica somministrazione.

Quando assumere integratori con vitamina K

Da quanto abbiamo visto la necessità di assumere integratori alimentari con vitamina K è molto rara e coincide con condizioni patologiche precise che richiedono valutazione e prescrizione medica.

Neppure durante la gravidanza ed allattamento a fronte di una dieta equilibrata in una donna sana è consigliato integrare l’assunzione di questa vitamina.

Qualche studio suggerisce particolare attenzione nutrizionale in donne con scoliosi che vanno incontro a gravidanza.

Quanto detto non corrisponde alla pressante offerta di mercato e mediatica di vitamina K.

Va assunta quindi la vitamina K per prevenire e curare l’ osteoporosi ?

La vitamina K è necessaria per la gamma-carbossilazione dell’osteocalcina nelle ossa.

Questa proteina è prodotta dagli osteoblasti durante la formazione ossea e nella sua forma carbossilata lega direttamente il calcio, inibendo la deposizione dei cristalli durante la mineralizzazione, e si concentra nell’osso.

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Fattori di rischio per osteoporosi

Gli studi che indagano se l’integrazione di vitamina K riduce il rischio di fratture ossee hanno mostrato risultati contrastanti.

Quindi benché la vitamina K sia essenziale per la sintesi di proteine coinvolte nella mineralizzazione ossea e nella salute ossea nessuna linea guida sull’osteoporosi ne suggerisce una integrazione in soggetti sani e con alimentazione variata ed equilibrata.

Va assunta la vitamina K in gravidanza ?

L’uso di integratori di vitamina K durante la gravidanza non è comunemente raccomandato come parte della routine prenatale standard, a meno che non ci siano specifiche indicazioni mediche.

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Vitamina K in gravidanza in rari casi e sotto stretto controllo medico

Il rischio di sviluppare un disturbo tromboembolico è più elevato per le donne in gravidanza rispetto a quelle non in gravidanza e continua ad essere più elevato per circa 6 settimane dopo il parto.

Per i suoi effetti sulla coagulazione la vitamina K potrebbe contribuire ad aumentare il rischio tromboembolico.

In genere una dieta equilibrata che include alimenti ricchi di vitamina K ed il mantenimento di un sano microbiota intestinale sono sufficienti per soddisfare il fabbisogno giornaliero che come abbiamo visto rimane invariato.

Un eventuale integrazione durante la gravidanza dovrebbe essere attentamente valutato da un medico sia sotto il profilo del bisogno che per i possibili effetti negativi.

In generale, la gestione della vitamina K durante la gravidanza dovrebbe essere personalizzata in base alle esigenze individuali e alle condizioni di salute specifiche.

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